Nuove prospettive di inclusione scolastica per gli studenti con disabilità

Il concetto di disabilità è passato dal “mostro” del mondo greco-romano alla teratologia[1] ottocentesca, dalle pedagogie speciali sviluppatesi a partire dal Seicento agli stermini della Germania nazista[2] fino all’attuale rischio che la crisi dello Stato sociale ci riporti oggi a un “welfare caritatevole” noncurante dei diritti del diversamente abile, come esposto da Matteo Schianchi in Storie della disabilità (2012). ⁠«La disabilità è da sempre parte della storia dell’umanità, ma non è sempre la stessa storia» (Schianchi, 2012, p. 13). Schianchi sottolinea che la disabilità non ha un significato immutabile, ma cambia nel tempo in relazione ai contesti culturali e storici.

I principi della solidarietà, della dignità e dell’eguaglianza che fondano la nostra Costituzione ben si integrano con quanto espresso nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), che sancisce il diritto alla piena inclusione del diversamente abile in ogni ambito della vita come ci rammenta Giuseppe Arconzo nel suo I diritti delle persone con disabilità (2020). «Le persone con disabilità sono titolari di diritti come tutti gli altri. E la società non deve proteggere, ma garantire quei diritti» (Arconzo, 2020, p. 45). Una rivoluzione questa che ha portato al superamento del modello medico della disabilità vista come una patologia, a favore del modello sociale e, dopo, del modello biopsicosociale.

Tuttavia, oggi l’ambiente – fisico, sociale, culturale – ritorna a generare barriere che ostacolano la piena partecipazione dei diversamente abili: c’è una recrudescenza nel rifiuto all’inclusione soprattutto nella fascia preadolescenziale ed adolescenziale che si manifesta anche in drammatici atti di violenza di gruppo come accaduto di recente a Galatina[3].

È evidente l’urgenza di un cambiamento culturale profondo e della piena attuazione delle normative esistenti. È doveroso ricostruire una società realmente inclusiva in cui si possa vivere in condizioni di pari opportunità e dignità.

La scuola soprattutto, assieme alle associazioni di volontariato dedicate, diventa la chiave di volta per educare all’accettazione e all’inclusione stimolando, già in tenera età, empatia, solidarietà e compassione – quel sano sentimento di pietà solidale e di partecipazione alle sofferenze altrui – con l’indispensabile e pieno coinvolgimento delle famiglie, sede primaria e decisiva dell’educazione.

Nonostante i progressi compiuti, persistono sfide significative che richiedono un rinnovato impegno e l’adozione di approcci innovativi.

L’evoluzione delle tecnologie a fini educativi offre nuove opportunità per supportare l’apprendimento degli studenti con disabilità. Strumenti come software di lettura del testo, applicazioni personalizzabili e tecnologie assistive possono facilitare l’accesso ai contenuti scolastici e promuovere l’autonomia degli studenti.  L’integrazione di tecnologie emergenti, come la realtà virtuale, la realtà aumentata, l’Intelligenza Artificiale aprono nuove prospettive e nuovi orizzonti nel campo dell’inclusione scolastica e delle pari opportunità. 

Un elemento cruciale per l’inclusione reale ed effettiva è la preparazione adeguata degli insegnanti e degli assistenti scolastici.  Studi recenti evidenziano che molti assistenti scolastici non ricevono una formazione sufficiente per supportare efficacemente gli studenti con disabilità.  Pertanto, è fondamentale implementare programmi di formazione continua che includano aggiornamenti sulle strategie didattiche inclusive e sull’uso delle tecnologie assistive.

Recenti modifiche normative hanno introdotto il Profilo di Funzionamento, che integra la diagnosi funzionale e il profilo dinamico funzionale, offrendo una visione più completa delle necessità e delle potenzialità dell’alunno. Il Profilo di Funzionamento è un documento fondamentale che descrive l’interazione di un individuo con l’ambiente, in particolare nel contesto scolastico, sottolineando le sue potenzialità e le eventuali difficoltà. Questo documento, redatto da un’unità multidisciplinare, serve come base per la realizzazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI), definendo le misure di sostegno e le risorse necessarie per l’inclusione scolastica.  Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) rappresenta uno strumento essenziale per progettare percorsi didattici personalizzati.

L’inclusione efficace richiede un impegno condiviso da parte di tutti gli attori scolastici. Progetti come “Just Two Steps”[4] promuovono la partecipazione attiva di studenti con e senza disabilità in attività collaborative, favorendo la costruzione di ambienti scolastici più inclusivi e consapevoli.

Oltre agli aspetti metodologici e formativi, è essenziale affrontare e abbattere decisamente le barriere fisiche e culturali presenti nelle scuole. L’adozione di linguaggi inclusivi e la sensibilizzazione della comunità scolastica sono passi fondamentali per creare ambienti accoglienti e rispettosi delle diversità.

Le nuove prospettive di inclusione scolastica per gli studenti con disabilità richiedono un approccio integrato che combini innovazioni tecnologiche, formazione continua, progettazione personalizzata, collaborazione attiva e sensibilizzazione culturale.

Bibliografia

Schianchi Matteo, Storia della disabilità – dal castigo degli dei alla crisi del welfare, Roma, Carrocci Editore, giugno 2012.

Arconzo Giuseppe, I diritti delle persone con disabilità – Profili costituzionali, Milano, FrancoAngeli, settembre 2020.


[1] La teratologia è la scienza che studia le malformazioni. Il termine deriva dal greco e significa “scienza delle mostruosità”. Fin dalla più remota antichità ci si è scontrati con forme mostruose umane e animali, fenomeni che venivano considerati come prodotti da influssi soprannaturali e spesso interpretati come annunziatori della collera degli dei. Questo concetto, che perdura per tutta l’antichità, continua nel Medioevo, solo cambiando il nome della potenza soprannaturale a cui si attribuiva la genesi di tali deformità: satana e la coorte infernale sostituiscono gli dei dell’Olimpo. Successivamente nell’Umanesimo e nel Rinascimento, saranno suggerirti concetti naturalistici all’interpretazione dei fenomeni “mostruosi”, ma perdureranno per molto tempo l’ignoranza e il fanatismo religioso di repulsione, esclusione e condanna ritenendo la mostruosità e la disabilità la pena per l’espiazione di una colpa.

[2] Il Programma Eutanasia, attuato nella Germania nazista, noto con il nome di “Aktion T4” (T4 è l’abbreviazione di “Tiergartenstraße 4”, via e numero civico di Berlino al cui indirizzo era situato il quartier generale dalla Gemeinnützige Stiftung für Heil- und Anstaltspflege, l’ente pubblico per la salute e l’assistenza sociale), prevedeva l’omicidio sistematico dei pazienti disabili ospitati in strutture sanitarie in Germania. Il programma fu una delle tante misure di eugenetica radicale che avevano l’obiettivo di ripristinare “l’integrità” razziale della nazione tedesca. L’obiettivo era eliminare le persone che i sostenitori dell’eugenetica consideravano “indegne di vivere”, ossia gli individui che, secondo loro, a causa di gravi disabilità psichiatriche, neurologiche o fisiche rappresentavano un peso genetico e finanziario per la società e lo stato tedesco.

[3] Articolo on line di LECCEPRIMA – Brutale aggressione /Galatina del 18 aprile 2025.

Shock in stazione: baby gang si filma mentre pesta un minore disabile. È accaduto mercoledì sera nella stazione ferroviaria di Galatina con i bulli in azione e la vittima colpita da calci, pugni e cinghiate. Il video poi è stato postato sui social scatenando lo sdegno della comunità. Responsabili in fase di identificazione.

GALATINA – Credevano di poter immortalare le proprie “gesta” e condividerle sui social per ottenere like e “approvazione” senza alcuna conseguenza i bulli protagonisti dell’ennesima storia di violenza consegnata alle cronache e consumata nel Salento. Si fa chiamare la “gang del bosco” il gruppo di ragazzini, entrato in azione a Galatina, mercoledì sera, nella locale stazione ferroviaria, quando ha raggiunto un minore disabile di sedici anni, di origini straniere, che se ne stava seduto in sala d’attesa e lo ha colpito con calci, pugni e cinghiate. ignorando la sua richiesta di essere lasciato in pace. Il tutto mentre qualcuno, da dietro l’obiettivo di un cellulare commentava la scena e ne faceva materiale da pubblicare su instagram.

Nel video (poi rimosso) si vedono cinque ragazzi, su nove che si contano entrare nei locali della stazione, colpire ripetutamente nella sala d’aspetto il minore, non dopo aver pronunciato frasi sessiste e omofobe. Nella stanza, ad assistere inermi all’accaduto, ci sono delle ragazze, sedute. E pol, come detto, si sente una voce femminile, probabilmente quella di chỉ sta riprendendo col cellulare, che introduce l’azione, si rivolge in maniera affettuosa a uno dei bulli e chiede del rischio di telecamere in stazione, ricevendo di risposta un “no, non ci sono telecamere”.

Poi l’assalto. Violento, gratuito, sconvolgente, con la “baby gang” che affonda i colpi sulla povera vittima solo per il gusto, evidentemente, di emulare altre comitive di bulli, perpetrandone atteggiamenti, linguaggi e stili brutali come dimostrerebbero i profili social dei ragazzi, con ostentazione di coltelli e frasi offensive nei confronti delle forze dell’ordine.

[4] Il progetto “Solo due Passi: Scuole di Inclusione e Partecipazione – “Just Two Steps: Schools of Inclusion and Participation” si realizza in Italia e Ungheria grazie al cofinanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ con l’obiettivo di rendere le scuole contesti più inclusivi e accessibili dove tutti i minori, con e senza disabilità, possano sviluppare al massimo le loro potenzialità: personalità, talenti, creatività, abilità.

Per raggiungere questo traguardo, il progetto interviene sulle conoscenze e competenze del personale scolastico, sulle barriere fisiche, culturali e comportamentali, sul coinvolgimento di tutta la comunità educante (docenti, familiari e studenti).